Viene gennaio silenzioso e lieve...
...e per la prima volta da un sacco di tempo non ho ancora il calendario di Tolkien per il 2008! Vuoi perché quest'anno il mio viaggio all'estero si è limitato a tre giorni francesi per la conferenza di Tours, vuoi perché mi è scaduta la postepay e amazon non mi ha accettato l'ordine online, vuoi perché quando mio fratello è andato in libreria per regalarmelo era finito e quindi ha optato per il dvd di The Good Shepherd che non è un drammone sulla vita di Gesù nè la storia del pecoraro moralista di Nortosce, bensì un bel film su "la storia mai raccontata della più potente agenzia segreta del mondo"... (no, non è neanche la CGIL dei ferrotranvieri!!!)

...che tra l'altro è proprio prima dell'inizio di questo film, al cinema questa primavera, durante i trailer di presentazione, che il dr Cros se ne è uscito, usando la sua nonchalance ormai proverbiale, con la fatidica frase: "A proposito, lo sai che è uscito il concorso? Facciamo domanda!" . L'attimo successivo si sono spente le luci...
...fatto sta, comunque, che sulla parete della mia camera è ancora appeso il calendario 2007, fermo alla pagina di dicembre, con la partenza delle navi elfiche dai Porti Grigi, verso le terre beate di Valinor oltre il mare, And the sails were drawn up, and the wind blew, and slowly the ship slipped away down the long grey firth: and the light of the glass of Galadriel that Frodo bore glimmered and was lost.

...o giorni o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia...
Se guardo la griglia dei giorni del calendario, tutti uguali e delle stesse dimensioni, l'occhio si perde nei quadrati equidistanti, aspetta, il quadrato del 28 è diviso in due trasversalmente, c'è il 28/30 e accanto il 29/31... I giorni non sono poi tutti uguali...
...diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale...
Il 28 dicembre è collegato al 30 dicembre. Questo è un fatto.
Comincia il nuovo anno, comincia un nuovo inizio.
Chiudo gli occhi e spero che sia buono, che quello che viene porti con sé la totalità di sentimenti veri e sinceri, la pienezza se non della certezza almeno di una consapevole tranquillità, che tu sia ciò che sei senza nessun condizionamento, che io riesca a trovare il coraggio di salire di nuovo la scala di vetro che si frantuma sotto i piedi nudi mentre salgo, dissolvendosi alle mie spalle...

...che io ora mi sento sereno e felice, questo è un fatto.
Alla prima mano le carte arrivano buone, troppo buone, asso e tre di briscola, ma attenzione a non restare incartato!
Chiudo gli occhi e sono lì, c'è Danilo e la sua nebbia dentro, c'è la sua ragazza confusa e felice, ci sono i colleghi amici e gli amici colleghi, c'è la gente che timbra o non timbra i biglietti, c'è la noia, la rabbia, la tristezza, la fortuna (beato te, mi dicono tutti!), ci sono le fotocopie da studiare, libri da leggere, saggi da sottolineare con un occhio all'ispettivo che potrebbe arrivare da un momento all'altro, c'è un passato che ancora non ho capito bene e che forse non riuscirò a capire mai, c'è un presente ingombrante e affollato, fatto di dormite di tre ore nei momenti di ritaglio della giornata, in letti stretti, c'è la valigia sempre pronta e la sensazione al risveglio di non sapere a casa di chi mi trovo e se è giorno o notte, c'è un futuro prossimo che non promette niente di buono (in Italia non c'è nessuna possibilità, ha detto la prof in un momento di spaventosa intimità) e c'è il futuro a lungo termine che si perde nella bellezza adamantina e un po' eterea del mito e del sogno...

...quando in mezzo a tutto questo affollamento statico sei arrivata tu e mi hai chiesto dolcemente cosa devo fare con questa metrebus card che non mi funziona mai?

Ora con l'anno nuovo è scaduta anche quella, per fortuna! ma tu ne hai fatta una nuova, così come qualcosa di nuovo è ciò che cerchiamo insieme di cominciare.
Chi può dire dove ci porterà? Un tempo c'erano le certezze ingenue dell'adolescenza, mi impuntavo sul disegnarmi un futuro a misura dei miei sogni, rifiutavo la realtà o la distorcevo per farla coincidere con la mia mente, mi incazzavo quando la gente rovinava il castello d'aria dove vivevo, così bello a immaginarsi...

Ora non so. "Temo che i tempi si allunghino", ha detto il prof, "Si parla di giugno...". Io con te sono tornato alla velocità pazzesca dei bei tempi brutti, quando immancabilmente all'orgasmo dell'accelerazione temeraria corrispondevano schianti di proporzioni mitologiche contro alberi di delusioni (dai tronchi duri e dolorosi). E' un bene, questo? Trovare di nuovo la voglia di premere l'acceleratore, di chiudere gli occhi e dire: sì, sto con te!
"Tutte uguali te le trovi le ragazze", ha commentato mio fratello. "Che cos'ha questa? è psicopatica? ha contatti con la mafia? è malata? vive a duemila chilometri?" Niente di tutto ciò, anche se a volte mi sono sorpreso a pensare: "ok, dov'è il trucco?". Qualche trucco c'è sempre, effettivamente, ma questa volta... questa volta... magari si possono risolvere senza bacchetta magica...
Ammappala!